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Carote arrosto e riflessioni

 

 

Credo nel potere delle parole e di chi le pronuncia.
Credo che, in un modo fatto di estrema condivisione e facilità di reperire ogni informazione, si debba ben pensare a quel che si scrive, pubblica e dice.
Sono una semplice blogger, forse ogni tanto anche foodblogger, ma non posso scordare che quel che scrivo deve essere veritiero. Certo, qui si parla solo di ricette, di dosi e procedimenti, ma se perfino chi vuole diffondere un buon piatto non è in grado di farlo in maniera corretta come ci si può fidare?
A me piace sempre vedere il buono nelle persone, preferisco sempre pensare di essere io quella sbagliata, quella che ha capito male, ma a volte non è così. Soprattutto nel mondo ‘dei grandi’, dei soldi e della fama.
A volte c’è chi sbaglia e continua per la sua strada, dal ricercatore all’amico, dal blogger al politico.
Penso a quante volte, se ho un dubbio, mi ritrovo a cercare risposte in internet.
Come faccio a sapere se mi posso fidare? Come faccio ad essere certa che quell’informazione non sia plasmata a piacimento da chi la offre?
E se poi, chi scrive queste idee, ricerche o scoperte addirittura pubblica un libro, che leggerano anche i non google-addicted? E se nel suo libro, comprovato da fantomatiche ricerche scientifiche, dicesse che tale pietanza risolve i problemi del mondo, perché non credegli? Del resto la superricercapiùimportantedelmondo gli da ragione.
Avete mai sentito parlare del pericolosissimo Monossido di diidrogeno (così, per esempio)? Ecco.L’ho presa larga e sul generico, non voglio entrare nei dettagli, non avrebbe senso, però, da persona che, volente o nolente, ha un qualcuno (anche una singola persona, non importano le quantità; certo, vorrei avere anche io milioni di lettori, ma al momento ho solo qualche povera anima perduta che mi segue. Si proprio tu, sei sicuro di quel che stai facendo? E, soprattuttuo, sei sicuro di poterti fidare delle mie parole?) che legge quel che scrive, mi sento in dovere di essere sincera.

Nel mio piccolo, molte ricette che provo e non mi piacciono non le pubblico, oppure aggiungo in calce le mie note per correggere eventuali inesattezze, ma mai ho pensato di divulgare un qualcosa di errato, o di casuale.
Insomma, dopo queste lunghe parole, che per più di qualcuno non significheranno nulla, ma unicamente un mio momento di follia, vorrei solo ricordare che io, noi, chiunque diffonda un qualcosa in rete, ha una responsabilità.
Pensiamoci quando vorremo scrivere un post sulla ‘pietanza perfetta‘, sul ‘naturale is the way‘ o anche su ‘quanto è buona la cacca‘ : non voglio discutere i vostri gusti, sia mai, però tenetevi le idee malsane e campate in aria per voi, informatevi, fondatevi su dati scientifici certi (e non su una ricerca pubblicata su una rivista scientifica, che poi si viene a scoprire che è Focus...), provate e soprattutto siate sinceri, pesate le parole che usate, non seguite le mode e ricordate ancora una volta che avete una responsabilità verso chi vi legge.
 
Ok, la vena da maestrina con la penna rossa si è momentaneamente spenta.
 
A proposito di slogan, vi ricordo che ORANGE IS THE NEW BLACK, quindi inauguriamo la settimana all’insegna delle ricette color arancio (io se fossi in vuoi mi preoccuperei, ho 12 ricette -non solo arancioni- fotografate in attesa di essere pubblicate, alcune con foto poco convincenti, altre che non vedo l’ora di postare…) con un piatto semplice semplice, un contorno facile e buonissimo, un antipasto o anche un piatto unico, dipende dalle dosi!
 
CAROTE ARROSTO CON SALSE SPEZIATE
 
Ingredienti (2 persone):
 
– circa 12 carote (io ho usato quelle multicolor dell’orto, nessuna con le stesse dimensioni, ma molte erano piccine! Se sono carote di medie dimensioni, usatene 4 a testa);
-timo limoncino (io fresco, 1 cucchiaino);
-olio;
-sale&pepe;
 
-150 gr yogurt greco;
-paprika forte;
-noce moscata;
-semi di coriandolo macinati;
-salvia&rosmarino tritati finemente (io a fine estate li secco e li frullo insieme con del sale grosso);
 
Accendete il forno a 180 gradi.
Lavate e pelate le carote. Tagliatele a metà nel senso della lunghezza (in 4 se sono medio-grandi).
Versate in una teglia o padella da forno due cucchiai d’olio, poggiatevi la carote e rigiratele all’interno in modo che siano tutte oliate, spoverate con sale e pepe, condite con il timo ed infornate per circa 20 minuti, o finché sono dorate, girandole ogni tanto.
Intanto dividete lo yogurt in due ciotoline, una conditela con la paprika e la noce moscata, l’altra con coriandolo e salvia+rosmarino, a piacere in base a quanto amate i sapori speziati.
Prelevate le carote dal forno e servitele ben calde, accompagnate dalle salse fredde.
Semplice e buonissimo.
E arancione!

Se vi piace la ricetta e se volete rifarla e fotografarla, taggatemi nelle vostre foto di instagram come monioneinamillion !

 

18 Comments

  • Reply
    Mila
    20 Ottobre 2014 at 8:51

    Io mi sono letta tutto il post e da "delfina curiosa" come mi definisco spesso e volentieri, ora non sto nella pella per sapere di chi parli!!! Ma immagino che sarai anche così onesta e corretta da non divulgarlo (peccato!!!!)
    Poi sto sgranocchiando una carota in ufficio e quindi proseguo a curiosare!!!

    • Reply
      onecakeinamillion
      20 Ottobre 2014 at 11:41

      Ma, in realtà non parlo di blogger oggi,ma in generale di food e di alimentazione. Bisogna stare molto attenti a quel che si dice ed alle parole che si usano.
      Semplicemente, un esempio: è una via comune e quasi modaiola parlare di cucina 'naturale' contrapposta a quella 'chimica' o altro, come se la parola chimica fosse negativa e naturale sia positiva. Ebbene, credo che tutti sappiano quanto la chimica sia determinante per svariati processi che si definiscono 'naturali', quindi perché alterare il senso dei termini solo per moda o correnti di pensiero errate? La reazione di Maillard, che determina la gran parte delle ricette, è una reazione chimica eppure non forzata innaturalmente…così, giusto per parlare…

  • Reply
    Andrea De Lorenzo
    20 Ottobre 2014 at 12:28

    Approvo su tutta la linea!

  • Reply
    Nicol - Col kitchen and photos
    20 Ottobre 2014 at 12:28

    Buoooone le carote al forno!
    E riguardo la letterina di Vossignoria Maestrina, sappi che sottoscrivo tutto.
    Occhio che se non utilizzi le carote biokm0dopigpnoogm, allora ti verrà la peste bubbonica e ti spunterà un altro braccio e 6 gambe e poi smetterai pure di vederci.
    E per quanto faccia male (ma vedo che siamo ancora tutti vivi) mi sono letta il tuo post mangiando un cucchiaino di nutella.
    E comunque Maillard era uno stregone, mi domando perchè non gli abbiano dato fuoco in piazza.

    Tornando a noi, guarda e passa… <3

    • Reply
      onecakeinamillion
      21 Ottobre 2014 at 6:40

      Alla fine ognuno può mangiare e credere in tutto quello che vuole, l'importante è che non divulghi cretinate fuorvianti spacciandole pure per dati certi.
      Ah povero Maillard, lui si che ne sapeva a pacchi!

  • Reply
    Valentina
    20 Ottobre 2014 at 12:58

    Purtroppo esistono persone disoneste.. disonesti con gli altri e soprattutto con se stessi. Bello e vero il tuo post, mi è piaciuto. Non bisogna mai dimenticarsi il senso di responsabilità, credo sia fondamentale per chi racconta di cibo, se ne occupa e ne diffonde il verbo. Le tue carote devono essere squisite con quelle salse, acquolinaaaaaaaa 😛 Un bacio grande, buon inizio settimana 🙂 :**

  • Reply
    Erica Di Paolo
    20 Ottobre 2014 at 15:03

    Lasci, però, un velo di curiosità. Ma io passo oltre, perché in fondo la ricchezza di queste parole è il concetto, non sapere chi ti abbia portato a scriverle. Nel mio piccolo mondo ci sono continue scelte che si affinano con la conoscenza e la documentazione. Ma rimane un mondo piccolo, che difendo con tutta me stessa e che è, prima, consapevolezza. Io l'ho voluto così, lo amo così. E amo la semplicità tangibile, la purezza e la trasparenza. Per questo ti seguo ^_^ certo, mi fido 😉
    Queste carote sono la fine del mondo.

    • Reply
      onecakeinamillion
      21 Ottobre 2014 at 6:42

      Infatti quel che mi piace del tuo mondo è che provi, esplori, non dai nulla per scontato.
      Ripeto, ognuno può mangiare, bere e credere in ciò che vuole, l'importante è non diffondere ciò che non è realmente significativo.

  • Reply
    Anna Rita Granata
    20 Ottobre 2014 at 15:25

    Approvo tutto cara Moni, purtroppo oggi funziona così: chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
    I disonesti sono tra noi e si travestono da persone competenti ed oneste.
    E mi aggiungo alla compagnia dei curiosi 😉
    Ma ora parliamo di carote: mi piacciono troppo e devo provare a farle. Volte le mangio anche crude 😉
    Un abbraccio e buona settimana:*

    • Reply
      onecakeinamillion
      21 Ottobre 2014 at 6:43

      Ehehe pieno di pupe curiose qui 😉
      Il problema della disonestà credo sia soprattutto nel voler sfruttare la normale ignoranza in certi campi.
      Io le adoro cotte, crude, scottate e croccanti. Insomma, versatili e ottime!

  • Reply
    Mamma Luciana
    20 Ottobre 2014 at 18:24

    Il web è così, una enorme potenzialità di comunicazione, una limitatissima possibilità di conoscere la veridicità di quello che ti perviene, non puoi conoscere neppure il contesto in cui qualcuno si muove. E' un rischio che corriamo tutti, basta esserne consapevoli. Mie figlie mi rimproverano ogni tanto di espormi troppo e confesso che hanno ragione, ma non rinuncerei a questa eccezionale opportunità di comunicare. Durante la mia vita lavorativa mi sono spesso trovata ad analizzare dati scientifici o presunti tali che spesso avevano una sola funzione, quella di gonfiare bibliografie scadenti, ti abitui a non prendere tutto per oro colato e ogni tanto trovi anche le perle rare. Ti auguro buon proseguimento, il tuo è un bel blog, il mio è un onesto ricettario di casa che si va arricchendo di ricette ascoltate o viste in rete, con una pessima iconografia (anche per questo mi hanno bacchettata) ma tutte sperimentate – a proposito di arancione ho da poco inserito la zucca in padella, un modo che forse già conosci, per me era nuovo, di fare un gustoso contorno con la zucca gialla (http://nonsifannoballettiincucina.blogspot.it/) p.s.: non partecipo a nessun tipo di "contest", non ho pubblicità associata, mi piace la libertà fin dove si può….

    • Reply
      onecakeinamillion
      21 Ottobre 2014 at 6:45

      Il bello della consapevolezza è il saper trattare i dati, saperli scremare e valutare, ma non tutti ci riescono purtroppo.
      Dibattiti infiniti che vanno avanti da anni, pro o contro il bio, pro o contro gli ogm, gente che parla rifacendosi a discorsi che nemmeno capisce, ma dà per certi. Ah, brutta cosa la disinformazione e i creduloni

  • Reply
    cincia del bosco
    21 Ottobre 2014 at 14:39

    Vedo che il mio commento di ieri non l'ha recepito…
    Su per giù la mia considerazione era che la serietà, la responsabilità come l'educazione di questi tempi non sono molto in auge e fai bene a sottolineare l'importanza di una parola scritta ed affermata. Non ho capito a cosa tu ti riferisca in particolare, ma mi piace e condivido quello che dici in generale. Mi sono incuriosita dato che anche il mio post di ieri riguardava carote e riflessioni, se pur di altra natura.
    Ottime le tue carote, ancora più belle e buone dell'orto!
    baci Su

  • Reply
    cincia del bosco
    21 Ottobre 2014 at 14:52

    Dopo aver letto anche tutti i commenti aggiungerei che essere ignoranti e essere creduloni sono due entità che spesso vanno a braccetto ma non sempre sono la stessa cosa. Quanti "creduloni" dottorati e quanti "ignoranti" attenti che ragionano con i loro se pur scarni strumenti. Ad esempio io sono piuttosto ignorantella in scienze varie ma cerco di farmi una mia opinione, senza per forza "scegliere" la Strada Giusta. Secondo me è il desiderio di una giustezza assoluta che fuorvia molte persone, il bisogno di un riferimento perfetto, definitivo. E tante persone che campano nel soddisfare questa bisogno disperato.(disperato in quanto impossibile da realizzare).

  • Reply
    Chiara Setti
    21 Ottobre 2014 at 15:48

    Condivido in pieno quanto scritto anche perché mi è capitato di provare delle ricette prese dal web e di buttare tutto nella spazzatura con conseguente (grande) incazzatura. ……
    E anche io non pubblico se una ricetta non mi è piaciuta o comunque provo a rifarla prima di caricarla solo perché bella!
    Detto ciò, le tue carotine arrostite mi piacciono proprio tanto!!!! 🙂

  • Reply
    Simona Mirto
    22 Ottobre 2014 at 5:39

    Carissima Monica:* condivido ogni singola parola di ciò che hai scritto… per quanto mi riguarda, agisco proprio come te… cucino, provo, sperimento e pubblico solo quello che ho realizzato è realmente buono… tra le altre cose i primi giudici sono proprio gli utenti che provano le ricette e non potrei mai, per coscienza dare info sbagliate e far buttare ingredienti a chi arriva sul sito… preferisco pubblicare 1 ricetta in meno, ma una ricetta consapevole..Purtroppo però non sempre ci troviamo di fronte a info corrette, dosi giuste, nozioni veritiere… forse anche per questo che ho imparato (a suon di errori ed esperienza) a non fidarmi della prima cosa scritta nel web.. e in alcuni casi a confrontare anche le fonti autorevoli:) Venendo alle tue carote sono deliziose e sai che non ho mai provato a cuocerle in forno? 🙂 grazie per lo spunto, devono essere davvero buone…un abbraccio:*

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